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CAMPA nella Top 5 della classifica delle Mutue del Sole 24 ore

 
 

Le prospettive della sanità privata integrativa del SSN tra vincoli di finanza pubblica e invecchiamento

 

Il consueto meeting annuale di itinerari Previdenziali dello scorso febbraio a Firenze ha cercato di fare il punto della situazione.
Elementi come:

  • Invecchiamento della popolazione
  • Impossibilità ad aumentare il finanziamento del SSN attraverso un aumento della pressione fiscale
  • Aumento dei bisogni sanitari e socio-assistenziali
 

rendono sempre più evidente il ruolo della sanità integrativa.

Rispetto al richiamo di una nuova Legge Quadro per regolamentare il sistema, composto da soggetti eterogenei, e tutelare gli assistiti, i Fondi e le Mutue hanno evidenziato di avere una struttura organizzativa efficiente e trasparente, un’esperienza consolidata, una sostenibilità di bilancio e una capacità di servizio che mette al centro i bisogni della persona.

I Fondi hanno un’esclusiva finalità assistenziale e i recenti emendamenti al TUIR hanno espressamente previsto come condizione per la deducibilità che i contributi di assistenza sanitaria siano versati ai Fondi che siano iscritti all’Anagrafe Fondi Sanitari e che operino secondo i principi di mutualità e solidarietà.

Non sembra quindi opportuno rivedere complessivamente la normativa, ma semmai aggiornare i decreti Turco e Sacconi 2008 e 2009.

 

Nell’ambito dei 300 Fondi ci sono diverse forme giuridiche: associazioni non riconosciute, fondazioni, associazioni con personalità giuridica, enti, casse e società di mutuo soccorso su cui all’art. 51 TUIR.

Tra queste, le SMS sono sottoposte per legge (sia quella specifica sia quella relativa al Codice del Terzo Settore di cui fanno parte) alla Revisione, hanno l’obbligo del deposito di bilancio di esercizio e della Relazione di Missione, hanno organi interni di vigilanza (collegi sindacali composti da revisori legali) e quelle di maggiore dimensione, con raccolta contributiva superiore ad 1 milione di euro, hanno l’obbligo della redazione e pubblicazione del Bilancio Sociale. Sono governate con criteri democratici e partecipativi e prevedono il rinnovo periodico delle cariche sociali. 

Non c’è necessità pertanto di applicare ai Fondi sanitari le regole dei Fondi Pensione.

Evitare l’equivoco che i Fondi sanitari svolgano un’attività simile a quella delle assicurazioni e quindi vigilata secondo le norme previste per imprese commerciali.

Al contrario i Fondi sanitari contrattuali, che oggi tutelano la totalità dei lavoratori dipendenti (oltre 16 milioni) stanno recuperando la tradizione e il modus operandi delle Mutue.

Molti stanno iniziando a gestire in autonomia e quindi suddividendo i rischi tra tutti gli iscritti secondo il principio delle mutualità e solidarietà, piuttosto che trasferirli in toto alla compagnia assicurativa.

 

Questo perché la vera sfida non è solo quella di supplire ai limiti del SSN per facilitare l’accesso alle cure, ma anche essere previdenti per le prestazioni socio-assistenziali per la popolazione anziana.

Oggi solo pochi Fondi rivolti ai Dirigenti o ai bancari di grandi gruppi e le Mutue di tradizione prevedono la copertura per i Pensionati e a vita intera.

Finalmente è nata la consapevolezza della necessità di avere una forma di sanità integrativa per i bisogni sanitari di oggi e quelli socio-assistenziali di domani.

Forse non ci sarà bisogno di un provvedimento normativo per aderire obbligatoriamente, ma è evidente a chi oggi è un lavoratore autonomo o un dipendente che quando in pensione non avrà più la possibilità di restare nel Fondo sanitario contrattuale, che può trovare una risposta solo nelle Mutue sanitarie non profit.

Siamo davvero orgogliosi che CAMPA, nata dalla competenza di Dirigenti ENPDEDP (Mutua dei Dipendenti degli Enti di Diritto Pubblico) alla fine degli anni ‘50, abbia acquisito la Certificazione di Qualità e sia nella Top Five della classifica delle Mutue del Sole 24 ore a livello nazionale.

 
 

Dati anno 2023 a parte quelli CAMPA* 2024